
"Credo che la democrazia sia la cosa più rivoluzionaria del mondo. Molto più rivoluzionaria del socialismo o di qualsiasi altra idea.
Se hai un potere lo usi per fare gli interessi della comunità.
Alla base di quest'idea c'è la possibilità di scegliere (con tutte le varie discussioni sulla sua reale esistenza per tutti).
La scelta dipende dalla possibilità di poter scegliere, e se hai paura di morire non hai la libertà di scegliere.
Le persone che temono di morire diventano disperate e le persone disperate non vanno a votare. E vi diranno che il loro voto non serve.
Ma io credo che se i poveri iniziassero a votare per le persone che rappresentano davvero i loro interessi, questa sarebbe una vera rivoluzione democratica. E alcuni non vogliono che questo succeda, perciò mantengono la gente disperata e pessimista.
Io credo che ci siano due modi per conrollare le persone. Il primo è quello di terrorizzarle, il secondo è demoralizzarle.
Una nazione sana, colta e fiduciosa è più difficile da governare. Ecco perchè credo che ci sia il tentativo, nel modo di pensare di alcune persone, di impedire che la gente sia colta, in salute e fiduciosa, perchè così sarebbe impossibile da controllare.
L'1% della popolazione mondiale detiene l'80% della ricchezza. E' incredibile che la gente tolleri una cosa simile, ma il fatto è che sono poveri, demoralizzati e spaventati, e dunque pensano che la migliore cosa da fare sia eseguire gli ordini e sperare per il meglio."
Tony Benn, politico britannico, da Sicko (Michael Moore), 2006
C'è un must degli ultimi tre quattro anni che mi provoca un lungo brivido giù per la schiena, ed è
ASSOLUTAMENTE (assolutamente sì o assolutamente no)
Luca Zaia, incidentalmente ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, intervistato stasera dalla Bignardi usa questo irritante tormentone CONTINUAMENTE. Per non parlare di "piuttosto che".
Io - meantime - mi deprimo.
La nostra sarebbe una lingua ricchissima, bellissima, quasi perfetta. E alla guida di un ministero (mica del gruppo degli ultras della pro patria) abbiamo uno che dice assolutamente sì e assolutamente no ogni tre parole.
Avrei largamente preferito che avesse fatto un'intervista rispondendo in trevigiano.