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giovedì, 31 maggio 2007

Donne

Ché l'otto marzo è passato da quel bel pezzo, ma certe cose son belle tutto l'anno.

http://www.youtube.com/watch?v=nUDIoN-_Hxs

postato da: Lorytina alle ore 00:10 | link | commenti (2)
categorie: facce, bellavita
martedì, 29 maggio 2007

Com'è che dicevano?

Com'è che dicevano gli Who in "My generation"?
I hope I die before I get old?

Mi pare invece che Pete Townsend e Roger Daltrey, come di evince dalla foto qui sopra, oltre ad essere ancora vivi, siano anche abbastanza in là con gli anni.

Trovo però che la migliore risposta sia questa:
http://www.youtube.com/watch?v=zqfFrCUrEbY&mode=related&search=

postato da: Lorytina alle ore 08:50 | link | commenti (1)
categorie: omeopatia, bellavita
martedì, 22 maggio 2007

Il sogno di vivere in campagna

Una sogna di andare a vivere in campagna perchè pensa "che bella la natura, gli uccellini che ti svegliano la mattina, i grilli la sera, le cicale quando è caldo, le talpe che sì ti impediscono di tenere un orto ma tanto che ti frega, la verdura la compri all'iper" eccereta.

Una sogna di andare a vivere in campagna perchè pensa che potrà stendere i panni all'aperto e avranno sempre il profumo del sole, potrà leggere all'ombra di un albero in giardino, potrà invitare gli amici per un'allegra cena all'aperto, coltivare rose come se fosse una romantica lady nello Shropshire...

Shropshire 1

Poi spende i pochi soldi che è riuscita a risparmiare e si compra una casa che nominalmente è in campagna, quindi lontano da negozi di alimentari e distributori di carburante (le due cose che tengono in vita chi lavora fuori casa) ma su una strada, per di più su una curva, che per di più è su un incrocio, che per di più è abitato da troppe altre famiglie.

Ma fa buon viso a cattiva sorte e si dice "che mi importa, la casa è grande e ho un giardino con gli alberi sotto la cui ombra potrò allungarmi a leggere, e potrò comunque stendere la biancheria al sole, etc.".

Si illude.

Il primo segnale arriva a primavera, quando sei felice della tua scelta perchè finalmente il giardino si è risvegliato e i lillà sono fioriti e ti vengono gli schiopponi giardinieri e ti sveni dal vivaista (che riconosce al primo sguardo i dilettanti entusiasti e ti vende specie arbusticole che non reggerebbero una settimana in una serra perfettamente irrorata) e pianti piante e semini erba e ogni giorno stai lì a guardare i getti del glicine per tenere sotto controllo la sua crescita selvaggia. Un sabato mattina, addirittura, dopo aver rasato l'erba del prato, ti soffermi a riposarti seduta sul bordo del pozzo ad osservare le lumache che sbavano sul tuo prato, sentendoti in perfetta pace ed armonia con il mondo.
Poi, dopo aver svolto il tuo ruolo contadino della domenica (pardon, del sabato), esci a fare la spesa e rientri con diciotto borse e ti accorgi che quel millimetro quadrato di briciola di pane che è caduto per terra la mattina è ora assediato da un esercito di formiche in formazione di guerra.

Passano le settimane e il tuo entusiasmo primaverile si è già trasformato in ansia. Il giardino va curato: bisogna tagliare l'erba che comunque non ne vuole sapere di crescere dove le dici tu e soprattutto della specie che decidi tu, annaffiare le piante e i fiori ogni sera.
Gli uccellini con cui speravi di svegliarti la mattina sono buoni solo a coprirti l'auto di guano.
Quegli animaletti carini - ad esempio i topi moscardini - che speravi di incontrare in realtà devono aver scelto la casa di qualche altro vicino. A te sono rimasti gli scarti faunistici del vicinato, tutti insetti: ragni che parlamentano con te per il possesso della casa, grilli da un etto e mezzo che terrebbero sveglio anche il miglior cliente dell'Amplifon e che non si accontentano di sfregarsi le zampe all'aperto ma di tanto in tanto entrano in casa in visita, immagino a qualche parente.

Ma la ciliegina sulla torta arriva quando il caldo diventa opprimente e sei tutta contenta perchè anche senza aria condizionata la temperatura interna della casa è inferiore di almeno 5 gradi a quella esterna.

Chiusa dentro il tuo fortilizio fresco e ombroso, ti si presenta il nemico numero uno: le zanzare, in tutte le loro forme e specie. Con la scusa che qua è tutto pieno di campi e di fossi, eleggono i giardini a loro club, ci fanno i party, le zanzare tigre che sarebbero solo diurne ma lasciano il turno di notte alle loro sorelle culex pipiens. In quantità che i cittadini neppure sospettano.

attico Nella prossima vita i soldi li investo in un bell'attico in centro, con terrazza da 100 metri quadri.

postato da: Lorytina alle ore 23:07 | link | commenti (5)
categorie: vita, neighbourhood
giovedì, 17 maggio 2007

Questo bimbo

Questo bimbo

Questo bimbo è il primo bimbo della mia vita.

Nel senso che è il primo che è nato in una famiglia a me abbastanza cara da potermelo godere un po' più spesso di una volta all'anno.

"Godermelo" è un termine che rispecchia esattamente il mio sentimento quando passo qualche quarto d'ora con lui.

I quarti d'ora in cui me lo guardo, me lo sbaciucchio e me lo mordicchio sono i più belli degli ultimi 15 anni. Ma sono belli proprio perchè durano un quarto d'ora.
E neppure dimentico che amerò da morire i suoi primi 5 o 6 anni, poi comincerà a crescere e niente sarà più come prima.

In sostanza: questo bimbo meraviglioso e i bellissimi quarti d'ora di cui sopra sono la prova di cui avevo bisogno per pacificare finalmente il mio mai nato senso materno.

postato da: Lorytina alle ore 15:28 | link | commenti (2)
categorie: vita
lunedì, 14 maggio 2007

A Paolo

 Paolo

A lui, che se n'è andato.
E a lei, che resta e che amiamo.


Funeral blues - Wystan Auden

Fermate tutti gli orologi
isolate il telefono
fate tacere il cane con un osso succulento.
Chiudete i pianoforti
e tra un rullio smorzato,
portate fuori il feretro.
Si accostino i dolenti.

Incrocino aeroplani, lamentosi, lassù
e scrivano sul cielo il messaggio:

Lui è morto.

Allacciate nastri di crespo
al collo bianco dei piccioni.
I vigili si mettano
guanti di tela nera.

Lui era il mio nord, il mio sud,
il mio est e ovest,
la mia settimana di lavoro
e il mio riposo la domenica,
il mio mezzodì, la mezzanotte,
la mia lingua, il mio canto.

Pensavo che l'amore fosse eterno
e avevo torto.

Non servono più le stelle,
spegnetele anche tutte,
imballate la luna,
smontate pure il sole,
svuotatemi l'oceano e sradicate il bosco
perché ormai più nulla può giovare.

postato da: Lorytina alle ore 23:37 | link | commenti (1)
categorie: memories, vita, facce, pietre, de profundis
venerdì, 04 maggio 2007

Aiutiamolo!

Quest'uomo ha bisogno di aiuto.

Se qualcuno ha mai letto le 10 righe che scrive settimanalmente su Vanity Fair, capisce cosa intendo.

postato da: Lorytina alle ore 11:07 | link | commenti (4)
categorie: nanidagiardino